Il sole scende e la luce diventa bassa e dorata, di quelle che allungano le ombre dei tronchi fino ai vostri piedi. Il bosco si fa più silenzioso, come se trattenesse il fiato. Poi, da lontano, arriva un suono che non somiglia a niente di quello che conoscete: un verso profondo, rauco, che si perde tra gli alberi.
Che cos’è?
Una voce che viene da lontano
È un daino maschio che chiama. Succede una volta sola all’anno, in autunno, quando comincia la stagione degli amori. In questi giorni i maschi lasciano il loro modo di vivere schivo e discreto e si fanno sentire: scelgono un punto del bosco, lo difendono, lo presidiano, e da lì lanciano il loro richiamo per farsi notare dalle femmine e per far sapere agli altri maschi che quel posto è occupato.
Non è un suono elegante, e non vuole esserlo. È grave, ruvido, ripetuto a raffiche, e a ogni verso il collo si tende e il corpo intero partecipa. Chi lo sente per la prima volta resta senza parole. I bambini, invece, trovano subito le loro: sembra un drago!, sembra un motore!, ma è davvero un animale?
Aspettare è parte del gioco
Il bramito non si trova: si aspetta. Non si può chiamare, non si può inseguire. Bisogna arrivare con calma, fermarsi, abbassare la voce e lasciare che il bosco ricominci a occuparsi delle sue cose. È un bell’esercizio per tutti, e i più piccoli sono spesso i più bravi: a un certo punto smettono di camminare e ascoltano, con tutta la faccia.
E quando finalmente compare una sagoma tra i tronchi, il pelo fulvo, i palchi larghi e piatti, nessuno parla, c’è solo l’ascolto.
Una comunità antica
A San Rossore tutto questo accade da molto tempo. La comunità dei daini che vive in questa Tenuta è una delle più antiche d’Italia: generazioni e generazioni di animali che hanno attraversato gli stessi sentieri, tra pini, lecci, farnie e radure, e hanno ripetuto ogni autunno lo stesso rito. Camminare qui, nelle ore del crepuscolo, significa entrare in un posto che appartiene a loro da molto prima che arrivassimo noi.
Il suono che annuncia l’autunno
Prima delle foglie gialle, prima delle castagne, prima del freddo vero, c’è questo. Il bramito è uno dei primi segni che la stagione è cambiata davvero: il bosco ha ancora i colori dell’estate, ma l’aria ha già un’altra voce.



